Valentino Rossi: il Tribunale gli da ragione. Condannati i custodi della villa

La coppia, di nazionalità moldava, aveva chiesto sei mesi di indennità e ben cinque anni di lavori straordinari mai retribuiti, accusando il Dottore di sfruttamento.

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Buone notizie, fuori dalla pista, per Valentino Rossi che chiude finalmente la faccenda legata ai vecchi custodi della villa di Tavullia. La coppia, di nazionalità moldava, aveva chiesto sei mesi di indennità e ben cinque anni di lavori straordinari mai retribuiti, accusando il Dottore di sfruttamento.

Dieci gli anni passati in casa Rossi come custodi, fino al licenziamento, nel 2016, da parte dell'agenzia immobiliare, nonché proprietaria della villa. Alla fine di questi dieci anni, Victor Untu e Jigan Zinaida (questi i nome dei due coniugi), hanno chiesto al Dottore un risarcimento di oltre 110.000 euro, per i motivi sopra elencati. Victor e Jihan si occupavano della pulizia e della manutenzione della casa, spazi esterni compresi, con stipendi di 2.600 euro al mese, per il marito, e di 1.600 per la moglie, compresi 13ª e TFR.

Per quanto riguarda gli straordinari, la cifra ammontava a 89.000 euro. Lavori straordinari che, secondo quanto provato dalle fatture emesse, sono stati svolti da ditte esterne di giardinaggio, di artigianato e di elettricisti. Per cui, l'accusa di sfruttamento nei confronti di Valentino Rossi, è stata respinta dal Tribunale di Pesaro: per contro, la coppia è stata condannata al pagamento di 11.000 euro per le spese legali.

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