SBK: la partnership tra Aruba e Ducati

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Stefano Cecconi AD di Aruba e Team Manager Aruba.it Ducati Superbike durante il round di Imola...

Una sponsorizzazione sui generis, dove Aruba.it non solo è presente come marchio sulle carene delle moto e sulle tute dei piloti, ma gestisce il team… E’ questo il succo della presenza dell’azienda italiana in Superbike e ora, anche in MotoGP, sempre insieme alla Ducati.

Una partnership giunta ormai al suo 5° anno consecutivo nel Campionato Mondiale Superbike 2019 e che ha portato due grandi novità per la squadra italiana in questa 32esima stagione del Mondiale SBK, sia per quanto riguarda la moto che per i piloti. Ducati ha portato in pista per la prima volta una Superbike a quattro cilindri, la Panigale V4 R derivata dalla moto stradale presentata all’EICMA lo scorso novembre e sviluppata sulla base dell’esperienza maturata in MotoGP. Una moto che presenta numerose evoluzioni rispetto a quella precedente, non solo dal punto di vista del motore, ma anche in termini di ciclistica, elettronica e aerodinamica. L’altra novità è stata l’arrivo dello spagnolo Álvaro Bautista, pronto sin da subito ad affrontare una nuova sfida agonistica nella Superbike dopo nove anni di carriera in MotoGP e che ha spiazzato tutti con le sua striscia positiva di undici vittorie consecutive interrotta sul circuito di Imola.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Stefano Cecconi AD di Aruba.it e Team Manager Aruba.it Ducati Superbike durante il round di Imola. Un’intervista veloce a causa dei numerosi impegni di Stefano con la quale ci ha spiegato in cosa consiste la collaborazione della società di Arezzo insieme alla Casa di Borgo Panigale e questo è quello che ci ha raccontato…

Come nasce questa idea…
Dopo aver sponsorizzato per anni il Torino Calcio abbiamo deciso di fare il grande passo per raggiungere un pubblico più vasto nonché puntare ad una maggiore visibilità a livello internazionale. Una grande occasione per farci conoscere all’estero e legarci ad un immagine prestigiosa e vincente come quella di Ducati. La sponsorizzazione in SBK nasce come team ufficiale, in realtà, inizialmente volevamo fare da soli, ma poi abbiamo trovato un accordo con la Casa di Borgo Panigale. Creare un team da zero in MotoGp è più difficile, gli accessi sono, diciamo così, contingentati. Volevamo qualche cosa di più, gestire un team in prima persona e questo è stato possibile proprio grazie all’alleanza con Ducati. Ha influito sulla scelta del campionato derivato dalla serie anche la visibilità sui canali televisivi in chiaro a livello internazionale, tra i fattori preponderanti di questa sponsorizzazione. Ma ripeto, volevamo qualche cosa di più e gestire un team da zero è quello a cui puntavamo. Certo, ci sono maggiori rischi nel gestire un team, ma sicuramente si tratta di un vantaggio…

Avete però iniziato con il piede giusto… Almeno fino al weekend passato…
Ci dispiace soprattutto in termini di punti avere un divario troppo grande tra i due piloti. E’ vero che parliamo di uno sport individuale e ogni team guarda al suo lavoro e ragiona per conto suo, ma dal nostro punto di vista, da quello di Ducati e del team manager è chiaro che siamo interessati al risultato complessivo. Non è bello avere un pilota che fa primo e l’altro che fa fatica, sarebbe sicuramente stato meglio avere un po’ più di equilibrio… Certamente non scambierei mai le undici vittorie di fila con secondi e terzi posti di entrambe i rider, ma speriamo di raggiungere al più presto un bilanciamento tra le performance dei due piloti.

Quale apporto tecnico offre Aruba.it al team Ducati?
Qui diamo un contributo diverso, c’è una componente di “it” nel team, valore aggiunto alla nostra sponsorizzazione. Negli ultimi anni c’è stata un’esplosione dell’elettronica e una maggiore importanza di questa nella prestazione della moto. Si sono moltiplicati a dismisura sensori, limitati da regolamento per evitare un’eccessiva proliferazione, sensori e canali che possono gestire le centraline. Un insieme di dati che devono essere processati in tempo reale, anche se è proibita avere una connessione wireless in tempo reale con la moto, cosa che invece accade nelle automobilismo dove nei box è possibile vedere i dati relativi alla vettura, su tutti la Formula E con il Fan Boost, che può agire in tempo reale sulle impostazioni della potenza della monoposto. Questo tipo di attività sulle moto è pericoloso, parliamo di un sistema fortemente sbilanciato verso il pilota. Bisogna tenere in considerazione il peso della moto, 168 kg, che insieme al peso del rider, non permette di variare i setting in corsa per non far cadere in terra il pilota. Ma appena la moto arriva nel box la connettiamo, noi la vediamo come un un dispositivo ethernet, un vero e proprio cavo di rete ci permette di scaricare tutti i dati che vanno processati rapidamente per pianificare in pochissimo tempo le modifiche, apportarle a tutte le impostazioni delle mappature e ricaricarle sulla moto durante le sessioni di prove e qualifiche. Si tratta di 3 setting di freno motore, 3 di traction control e 3 di antiwheeling. Qui c’è una componente forte della nostra azienda, ma anche di telecomunicazione, infatti, tutto quello che viene acquisito e processato in pista viene poi inviato anche in Ducati se c’è bisogno di un aiuto ulteriore, ad esempio gli elettronici possono fare delle modifiche alle impostazioni o aggiungere delle routine al software. Quindi significa avere una cassa, un server e lo storage, tutto un networking che viene trasportato anche in maniera abbastanza brutale in giro per il mondo e che deve funzionare sempre e comunque, non possiamo permetterci un malfunzionamento delle nostre strutture, se non funziona qualcosa la prestazione è totalmente compromessa. C’è dell’it critico che deve avere determinate prestazioni e affidabilità e questo è il centro del nostro business che facciamo normalmente nelle nostre strutture.

Cosa vuol dire per voi far essere parte attiva di un team ufficiale?
Siamo team ufficiale con il coinvolgimento diretto del costruttore, questo ci diversifica dalle altre squadre, soprattutto da quelli private. Avere Ducati dalla nostra parte vuol dire tanto. In più, anche se non era una delle condizioni dell’accordo, siamo diventati fornitore ufficiale di Ducati. Abbiamo affiancato il nostro Data Center a quello di Ducati nonché un refresh della parte hardware di networking.

La creazione del team è stata una bella sfida…
Ci piace fare le cose in casa, ad esempio nel 2001 creammo il primo data center ad Arezzo anche se non era una nostra necessità, ai tempi eravamo essenzialmente un hoster... L’idea era differenziarci dai nostri concorrenti. E questo è l’elemento fondante che è alla base della nostra sponsorizzazione. Se dovevamo entrare nel mondo della Superbike dovevamo farlo con un nostro team, partendo da zero e mettendo in campo tutte le nostre conoscenze ed esperienze affiancandoci ad un costruttore importante come Ducati con un accordo particolare che vede un coinvolgimento diretto e attivo nella gestione della squadra ufficiale, oltre ad esserne title sponsor. Una perfetta alchimia che non sarebbe stata possibile se alla base non ci fosse stata una visione comune che parte dalla continua ricerca delle migliori prestazioni con un’attenzione massima alla sicurezza.

SBK: la partnership tra Aruba e Ducati

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